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23/07/2009

Completate le sezioni video

Aggiunto articolo Illuminazione 

 

 01/01/2009

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contiamo di ultimarlo al più presto

intanto buon anno a tutti... 

 
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Chelodina McCordi
 

Tassonomia:

 

Chelodina McCordi

 

Informazioni generali:

 

L'areale di distribuzione di questa specie è realmente limitatissimo ed è concentrato in alcuni lagi sull'isola di "Roti", una piccola isola dell'arcipelago Indonesiano.

In passato è stata importata in massa per la richiesta sui mercati Occidentali, riducendo in brevissimo tempo gli esemplari in natura, Per questo motivo, questa è una specie ormai molto rara e minacciata di estinzione.

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Questa specie è caratterizzata come tutte le chelodine dal collo lungo simile a quello di un serpente, però bisogna fare attenzione a non confonderla con la molto più comune Chelodina Siebenrokii oppure con Chelodina Longicollis, una specie di chelodina abbastanza simile in apparenza.

Le caratteristiche principali sono il carapace ovale di color grigio scuro/nero e il piastrone completamente color crema chiaro (negli adulti).

Il collo (completamente ricoperto da tubercoli nella parte superiore) e la testa sono neri nella parte superiore e crema in quella inferiore, come d'altronde le zampe che seguono lo stesso schema.

 

 

 

N.B: Si differenzia da C. Siebenrokii per il carapace che in quest'ultima è a forma di pera,  dal collo che nella Siebenrokii non ha i tubercoli e dalla forma del cranio, che nella Siebenroki è molto più allungato.

Invece le differenze con Chelodina Longicollis sono minime è la più evidente è il fatto che nel piastrone di quest'ultima ogni scaglia è bordata da una linea nera, quasi a formare una scacchiera sul piastrone dell'animale.

 

Le dimensioni massime che questa specie può raggiungere sono sui 20 cm max per le femmine e 15cm per i maschi, il che rende questa specie particolarmente adatta per l'allevamento in cattività.

Il dimorfismo sessuale è difficile da riconoscere, soprattutto tra i giovani,  infatti sia il maschio che la femmina hanno la coda di dimensioni molto simili e anche il piastrone e la forma del carapace sono identiche.

Solo da adulti le dimensioni della coda e del carapace rendono più evidente i l dimorfismo sessuale.

 

 

 

Allevamento in cattività:

 

Come già accennato, questa specie si presta particolarmente all'allevamento in cattività, infatti oltre alle dimensioni, ha un comportamento molto attivo senza nessun timore nei confronti dell''uomo, col quale anzi interagisce in diversi comportamenti.

 

I'acquaterrario per due o tre adulti, dovrebbe fornire una buona zona d'acqua (100x80x20 o 40 h cm), in cui questa specie molto abile nel nuoto, sarà in grado di muoversi liberamente, anche la zona asciutta dovrà essere adeguata (c/ca cm 30-40x60), quest'ultima permetterà a C. McCordi di dormire fuori dall'acqua o fare un bagno di sole "Basking" (attività molto gradita) o per deporre le uova nei periodi appropriati.

Molto importante è provvedere una fonte di calore spot, in modo che gli animali possano termoregolare e asciugare il loro carapace a piacimento.

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Per ciò che riguarda l'illuminazione, per C. McCordi le luci U.V.B non sono indispensabili, infatti in quanto rettili carnivori traggono la Vitamina D3, necessaria per la formazione della struttura ossea, dagli alimenti di cui si nutrono. Tuttavia questo tipo di luci risaltano particolarmente i loro colori ed hanno un effetto benefico sul benessere degli animali.

 

A tal fine l'utilizzo di proiettori equipaggiati con lampade HQI a spettro totale possono fungere sia da riscaldatori che da fonti luminose con emissione U.V.B.  ciò garantisce inoltre una funzione sterilizzatrice per pelle e guscio.

 

Le temperature ottimali per l'allevamento di questa specie sono tra i 25°C e i 30°C, anche se per periodi limitati (notte ad ex.) possono sopportare temperature sui 15°C senza nessun problema.

 

La loro dieta in natura è esclusivamente carnivora ed è basata su piccoli pesci che riescono a catturare grazie alla velocità di "tiro" del loro collo, gamberetti d'acqua dolce, lumachine acquatiche, insetti etc...

In cattività è difficile riuscire a reperire questi alimenti, che possono essere però considerati come ottimi integratori e come variante della dieta.

Infatti per ragioni pratiche di gestione è senz'altro più semplice adottare come dieta base per questa specie, carne di Tacchino sminuzzata e piccoli pesci decongelati oltre che  mangime secco in pellet (esistono in commercio ottimi mangimi che non sporcano e non fanno puzzare troppo l'acqua in caso di somministrazione eccessiva), lombrichi e camole della farina.

La frequenza dei pasti per animali adulti può essere tranquillamente di 2/3 volte la settimana; Infatti come tutti i rettili carnivori non devono essere alimentate eccessivamente se si vogliono evitare malesseri e crescite deformanti della forma tipica.

 

N.B: L'ECCESSO DI ALIMENTAZIONE è LA CAUSA PRINCIPALE DELL'ODORE NELLE VASCHE DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE E DI INFEZIONI AL CARAPACE, OLTRE CHE DI DEFORMAZIONI DELLA STRUTTURA E OBESITA' CHE PROVOCANO SERI PROBLEMI RENALI E METABOLICI AGLI ANIMALI.

 

Perciò è importante somministrare quantità di cibo che verranno consumate nel giro di pochi minuti, infatti come già accennato i residui marciscono e creano odori nauseabondi e peggiorano la qualità dell'acqua creando problemi agli animali.

 

 

 

Filtraggio e pulizia dell'acqua:

 

Questo è un capitolo fondamentale per tutte le tartarughe d'acqua, ed è senza dubbio la cosa più importante da seguire per garantire il corretto benessere di questa specie.

 

La soluzione migliore è quella di provvedere ad installare un filtro biologico, tipo quello per i pesci ma molto più capiente, infatti i residui delle tartarughe sono maggiori, in questo caso è fondamentale tenere cambiata ¾ d'acqua almeno una volta ogni 15/20 giorni, la frequenza di cambio è molto influenzata dalla quantità d'acqua, la qualità del filtro e dal numero di animali nella vasca.

In aggiunta a questo tipologia di filtraggio anaerobico che garantisce soprattutto una funzione meccanica di blocco per le particelle batteriche, si può aggiungere un filtro con maggiore potenzialità biologica come il filtro percolatore che garantisce un'azione aerobica lavorando in presenza di ossigeno.

 

Un altro elemento molto importante sia dal punto di vista filtrante che da quello estetico è la presenza di piante nell'acquario, infatti nutrendosi di nitrati, provvedono a rigenerare l'acqua otre che fornire appigli e rifugi per le tartarughe.

Le piante più indicate per vasche in cui ci sono tartarughe sono alcune specie galleggianti, come i giacinti d'acqua, la peste d'acqua, ma esistono anche molte specie di piante che si possono mettere a bordo vasca dentro dei vasi immersi parzialmente come ad esempio il Photos, che crescendo allungano le loro foglie e radici nell'acqua svolgendo la funzione filtrante.

 

Per chi non ha la possibilità di organizzare un filtro efficace, la soluzione alternativa è quello dei frequenti cambi d'acqua (almeno 1 volta la settimana) soluzione che però crea molti problemi di gestione per la puzza che l'acqua acquisisce successivamente alla somministrazione del cibo.

Per questo motivo questa soluzione non è consigliata se non in casi di emergenza.

Va specificato che per le tartarughe la qualità dell'acqua mantenendola cambiata completamente non rappresenta un problema.

 

Una cosa importante da tenere a mente, è che questa specie vive in zone in cui il PH dell'acqua è abbastanza acido , intorno ai 7-7,5, perciò i batteri che naturalmente si "aggrappano" sul loro carapace, vengono equilibrati naturalmente con l'aiuto dell'acidità dell'acqua e l'apporto purificatore del sole durante la fase di Basking.

In cattività, dove l'acqua domestica tende solitamente ad essere basica e non è sempre possibile esporre le tartarughe al sole, eccezion fatta per il periodo estivo, è necessario cambiare spesso l'acqua affinché la carica batterica della stessa rimanga bassa.

Nel caso contrario, inizieranno a comparire delle piccole necrosi sottoforma di "buchetti" nel piastrone o nel carapace delle tartarughe, segnale iniziale che ci deve far allarmare sulla qualità dell'acqua, infatti se trascurate, queste necrosi si possono allargare fino a creare ferite profonde e pericolose per la salute delle tartarughe. 

 

N.B.: E' assolutamente sconsigliabile utilizzare qualsiasi tipo di substrato nella creazione dell'acquaterrario, infatti se di materiale duro potrebbe ferire il piastrone degli animali, inoltre dopo pochi giorni diventa un ricettacolo per lo sporco e potrebbe col tempo causare infezioni al piastrone stesso.

E' invece consigliabile lasciare la superficie senza nessun substrato, in modo che i residui di cibo e altro non si accumulino sul fondo garantendo un'acqua più pulita.

 

 

 

Riproduzione:

 

 

Durante la riproduzione, il maschio di questa specie, "rincorre" la femmina freneticamente, per poi afferrarla, ancorandosi con le zampe posteriori ed anteriori sul suo carapace.

A questo punto, tenendo la bocca aperta e muovendo il collo in piena estensione a destra e sinistra, effettua il rituale dell'accoppiamento.

 

In questa specie le deposizioni avvengono nel periodo tra Dicembre e Marzo e la femmina depone da 8 a 12 uova ellittiche per 3-4 deposizioni consecutive a distanza di circa un mese l'una dall'altra.

 

Quando la femmina è pronta per deporre le uova, noteremo un comportamento più nervoso con l'animale che uscirà spesso dall'acqua per esplorare la zona emersa alla ricerca del luogo migliore per la deposizione.

In presenza di questi comportamenti si può iniziare a palpare gentilmente la cavità inguinale della tartaruga per verificare la presenza delle uova.

Possono passare anche 15-20 giorni dalla formazione delle uova alla deposizione, perciò non bisogna perdere la pazienza o preoccuparsi se la tartaruga non effettua la deposizione.

 

Se dopo un mese dall'individuazione delle uova la tartaruga non effettua la deposizione, bisogna cercare di capire il motivo di questo "ritardo", il primo potrebbe essere una zona per la deposizione inadeguata. La zona per le deposizioni dovrebbe sempre essere formata da substrato di terriccio misto a sabbia con profondità superiore ai 20, ben protetta e non disturbata, in cui l'animale si possa sentire al sicuro durante la delicata fase di deposizione e in cui il substrato sia sempre leggermente umido.

 

Nel caso in cui non si disponga di uno spazio idoneo per creare una zona di deposizione, si può utilizzare l'induzione al parto artificiale tramite somministrazione di Ossitocina, un farmaco in grado di indurre le contrazioni con il risultato di far espellere le uova prima che creino problemi di ritenzione, pericolosi per l'incolumità dell'animale.

 

N.B. Questa operazione deve essere effettuata in acqua riscaldata a 30°C per ottenere dei buoni risultati e l'iniezione deve essere effettuata intraperitoneale, tuttavia la risposta al farmaco è diversa per ciascuna specie come le dosi, perciò nel caso si voglia utilizzare questa tecnica si consiglia di rivolgersi a persone esperte.

 

A questo punto le uova vanno incubate ad una temperatura di 28-30°C ad un livello di Umidità del 80/90% in un substrato di vermiculite idratata 1:1 con acqua e mantenendo regolarmente inumidita la vermiculite.

 

Poi dopo circa 90 gg, potremo vedere i primi piccoli ad uscire dal guscio! Come al solito bisogna avere pazienza perché non tutti i piccoli nasceranno contemporaneamente, perciò non bisogna assolutamente forzare l'apertura delle uova

 

 

Cura dei neonati:

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Appena nati i piccoli di C. McCORDI, sono molto vulnerabili e stentano a "partire" se non vengono allevati nella maniera corretta.

Un piccolo che non cresce è facilmente identificabile in quanto avrà i bordi posteriori del carapace rivolti verso il basso e il collo scheletrico. Queste caratteristiche determinano inequivocabilmente un errore nella gestione dell'animale, da ricercare nella sbagliata alimentazione, la temperatura bassa, la qualità dell'acqua insufficiente. Tali condizioni portano alla morte dei piccoli in poche settimane.

 

Per evitare che i piccoli abbiano problemi, nelle prima 2/3 settimane, vanno tenuti in una vaschetta di plastica con 4-5 cm d'acqua, ad una temperatura preferibilmente sui 28/30°C e con un pezzo di sughero che i piccoli useranno come nascondiglio.

I piccoli vanno alimentati anche 2 volte al giorno con Chironomus (larve di zanzare) ed Artemia salina entrambe reperibili facilmente presso i negozi di acquariologia.

Seguendo queste indicazioni, i piccoli cresceranno molto velocemente e in breve tempo raggiungeranno i 4-5 cm di carapace, taglia dalla quale potranno essere considerati svezzati e fuori pericolo di vita. A partire da questo momento accetteranno anche altri alimenti, come carne di tacchino sminuzzata, piccoli pesci decongelati e sminuzzati, camole, lombrichi etc...

 

N.B. Successivamente si potranno introdurre anche mangimi in pellet, che fino al raggiungimento dei 8/10 cm circa fanno fatica a mangiare perché sferrando il colpo con il collo non riescono a trattenerle il pellet nella bocca.

 

Molto importante ricordare che sia negli adulti che nei neonati il sovraffollamento è una delle principali cause di problemi.

Perciò bisogna fare molta attenzione per capire quali sono i soggetti che mangiano e quelli che stentano a decollare ed eventualmente dividerli in un altro acquario.

 

Allevati in questo modo, i piccoli cresceranno molto velocemente e in breve tempo potranno essere spostai in un acquario vero e proprio con filtraggio e dimensioni adeguate al numero degli esemplari allevati.

 

 

Giovanni Gaibazzi