L'areale
di distribuzione di questa specie è realmente limitatissimo ed è concentrato in
alcuni lagi sull'isola di "Roti", una piccola isola dell'arcipelago
Indonesiano.
In
passato è stata importata in massa per la richiesta sui mercati Occidentali,
riducendo in brevissimo tempo gli esemplari in natura, Per questo motivo,
questa è una specie ormai molto rara e minacciata di estinzione.
Questa
specie è caratterizzata come tutte le chelodine dal collo lungo simile a quello
di un serpente, però bisogna fare attenzione a non confonderla con la molto più
comune Chelodina Siebenrokii oppure con Chelodina Longicollis, una specie di
chelodina abbastanza simile in apparenza.
Le
caratteristiche principali sono il carapace ovale di color grigio scuro/nero e
il piastrone completamente color crema chiaro (negli adulti).
Il
collo (completamente ricoperto da tubercoli nella parte superiore) e la testa
sono neri nella parte superiore e crema in quella inferiore, come d'altronde le
zampe che seguono lo stesso schema.
N.B:
Si differenzia da C. Siebenrokii per il carapace che in quest'ultima è a forma
di pera,dal collo che nella
Siebenrokii non ha i tubercoli e dalla forma del cranio, che nella Siebenroki è
molto più allungato.
Invece
le differenze con Chelodina Longicollis sono minime è la più evidente è il
fatto che nel piastrone di quest'ultima ogni scaglia è bordata da una linea
nera, quasi a formare una scacchiera sul piastrone dell'animale.
Le
dimensioni massime che questa specie può raggiungere sono sui 20 cm max per le
femmine e 15cm per i maschi, il che rende questa specie particolarmente adatta
per l'allevamento in cattività.
Il
dimorfismo sessuale è difficile da riconoscere, soprattutto tra i giovani,infatti sia il maschio che la femmina hanno
la coda di dimensioni molto simili e anche il piastrone e la forma del carapace
sono identiche.
Solo
da adulti le dimensioni della coda e del carapace rendono più evidente i l
dimorfismo sessuale.
Allevamento in cattività:
Come
già accennato, questa specie si presta particolarmente all'allevamento in
cattività, infatti oltre alle dimensioni, ha un comportamento molto attivo
senza nessun timore nei confronti dell''uomo, col quale anzi interagisce in
diversi comportamenti.
I'acquaterrario
per due o tre adulti, dovrebbe fornire una
buona zona d'acqua (100x80x20 o 40 h cm), in
cui questa specie molto abile nel nuoto, sarà in grado di muoversi liberamente,
anche la zona asciutta dovrà essere adeguata (c/ca cm 30-40x60), quest'ultima
permetterà a C. McCordi di dormire fuori dall'acqua o fare un bagno di sole
"Basking" (attività molto gradita) o per deporre le uova nei periodi
appropriati.
Molto
importante è provvedere una fonte di calore spot, in modo che gli animali possano
termoregolare e asciugare il loro carapace a piacimento.
Per
ciò che riguarda l'illuminazione, per C. McCordi le luci U.V.B non sono
indispensabili, infatti in quanto rettili carnivori traggono la Vitamina D3,
necessaria per la formazione della struttura ossea, dagli alimenti di cui si
nutrono. Tuttavia questo tipo di luci risaltano particolarmente i loro colori
ed hanno un effetto benefico sul benessere degli animali.
A
tal fine l'utilizzo di proiettori equipaggiati con lampade HQI a spettro totale
possono fungere sia da riscaldatori che da fonti luminose con emissione
U.V.B.ciò garantisce inoltre una
funzione sterilizzatrice per pelle e guscio.
Le
temperature ottimali per l'allevamento di questa specie sono tra i 25°C e i
30°C, anche se per periodi limitati (notte ad ex.) possono sopportare
temperature sui 15°C senza nessun problema.
La
loro dieta in natura è esclusivamente carnivora ed è basata su piccoli pesci
che riescono a catturare grazie alla velocità di "tiro" del loro collo,
gamberetti d'acqua dolce, lumachine acquatiche, insetti etc...
In
cattività è difficile riuscire a reperire questi alimenti, che possono essere
però considerati come ottimi integratori e come variante della dieta.
Infatti
per ragioni pratiche di gestione è senz'altro più semplice adottare come dieta
base per questa specie, carne di Tacchino sminuzzata e piccoli pesci
decongelati oltre chemangime secco in
pellet (esistono in commercio ottimi mangimi che non sporcano e non fanno puzzare
troppo l'acqua in caso di somministrazione eccessiva), lombrichi e camole della
farina.
La
frequenza dei pasti per animali adulti può essere tranquillamente di 2/3 volte
la settimana; Infatti come tutti i rettili carnivori non devono essere
alimentate eccessivamente se si vogliono evitare malesseri e crescite
deformanti della forma tipica.
N.B: L'ECCESSO DI ALIMENTAZIONE è LA CAUSA PRINCIPALE DELL'ODORE NELLE
VASCHE DELLE TARTARUGHE ACQUATICHE E DI INFEZIONI AL CARAPACE, OLTRE CHE DI
DEFORMAZIONI DELLA STRUTTURA E OBESITA' CHE PROVOCANO SERI PROBLEMI RENALI E
METABOLICI AGLI ANIMALI.
Perciò
è importante somministrare quantità di cibo che verranno consumate nel giro di
pochi minuti, infatti come già accennato i residui marciscono e creano odori
nauseabondi e peggiorano la qualità dell'acqua creando problemi agli animali.
Filtraggio e pulizia dell'acqua:
Questo
è un capitolo fondamentale per tutte le tartarughe d'acqua, ed è senza dubbio
la cosa più importante da seguire per garantire il corretto benessere di questa
specie.
La
soluzione migliore è quella di provvedere ad installare un filtro biologico,
tipo quello per i pesci ma molto più capiente, infatti i residui delle
tartarughe sono maggiori, in questo caso è fondamentale tenere cambiata ¾
d'acqua almeno una volta ogni 15/20 giorni, la frequenza di cambio è molto
influenzata dalla quantità d'acqua, la qualità del filtro e dal numero di
animali nella vasca.
In
aggiunta a questo tipologia di filtraggio anaerobico che garantisce soprattutto
una funzione meccanica di blocco per le particelle batteriche, si può
aggiungere un filtro con maggiore potenzialità biologica come il filtro
percolatore che garantisce un'azione aerobica lavorando in presenza di
ossigeno.
Un
altro elemento molto importante sia dal punto di vista filtrante che da quello
estetico è la presenza di piante nell'acquario, infatti nutrendosi di nitrati,
provvedono a rigenerare l'acqua otre che fornire appigli e rifugi per le
tartarughe.
Le
piante più indicate per vasche in cui ci sono tartarughe sono alcune specie
galleggianti, come i giacinti d'acqua, la peste d'acqua, ma esistono anche
molte specie di piante che si possono mettere a bordo vasca dentro dei vasi
immersi parzialmente come ad esempio il Photos, che crescendo allungano le loro
foglie e radici nell'acqua svolgendo la funzione filtrante.
Per
chi non ha la possibilità di organizzare un filtro efficace, la soluzione
alternativa è quello dei frequenti cambi d'acqua (almeno 1 volta la settimana)
soluzione che però crea molti problemi di gestione per la puzza che l'acqua
acquisisce successivamente alla somministrazione del cibo.
Per
questo motivo questa soluzione non è consigliata se non in casi di emergenza.
Va
specificato che per le tartarughe la qualità dell'acqua mantenendola cambiata
completamente non rappresenta un problema.
Una
cosa importante da tenere a mente, è che questa specie vive in zone in cui il
PH dell'acqua è abbastanza acido , intorno ai 7-7,5, perciò i batteri che
naturalmente si "aggrappano" sul loro carapace, vengono equilibrati
naturalmente con l'aiuto dell'acidità dell'acqua e l'apporto purificatore del
sole durante la fase di Basking.
In
cattività, dove l'acqua domestica tende solitamente ad essere basica e non è
sempre possibile esporre le tartarughe al sole, eccezion fatta per il periodo
estivo, è necessario cambiare spesso l'acqua affinché la carica batterica della
stessa rimanga bassa.
Nel
caso contrario, inizieranno a comparire delle piccole necrosi sottoforma di
"buchetti" nel piastrone o nel carapace delle tartarughe, segnale iniziale che
ci deve far allarmare sulla qualità dell'acqua, infatti se trascurate, queste
necrosi si possono allargare fino a creare ferite profonde e pericolose per la
salute delle tartarughe.
N.B.:
E' assolutamente sconsigliabile utilizzare qualsiasi tipo di substrato nella
creazione dell'acquaterrario, infatti se di materiale duro potrebbe ferire il
piastrone degli animali, inoltre dopo pochi giorni diventa un ricettacolo per
lo sporco e potrebbe col tempo causare infezioni al piastrone stesso.
E'
invece consigliabile lasciare la superficie senza nessun substrato, in modo che
i residui di cibo e altro non si accumulino sul fondo garantendo un'acqua più
pulita.
Riproduzione:
Durante
la riproduzione, il maschio di questa specie, "rincorre" la femmina freneticamente,
per poi afferrarla, ancorandosi con le zampe posteriori ed anteriori sul suo
carapace.
A
questo punto, tenendo la bocca aperta e muovendo il collo in piena estensione a
destra e sinistra, effettua il rituale dell'accoppiamento.
In
questa specie le deposizioni avvengono nel periodo tra Dicembre e Marzo e la
femmina depone da 8 a 12 uova ellittiche per 3-4 deposizioni consecutive a
distanza di circa un mese l'una dall'altra.
Quando
la femmina è pronta per deporre le uova, noteremo un comportamento più nervoso
con l'animale che uscirà spesso dall'acqua per esplorare la zona emersa alla
ricerca del luogo migliore per la deposizione.
In
presenza di questi comportamenti si può iniziare a palpare gentilmente la
cavità inguinale della tartaruga per verificare la presenza delle uova.
Possono
passare anche 15-20 giorni dalla formazione delle uova alla deposizione, perciò
non bisogna perdere la pazienza o preoccuparsi se la tartaruga non effettua la
deposizione.
Se
dopo un mese dall'individuazione delle uova la tartaruga non effettua la
deposizione, bisogna cercare di capire il motivo di questo "ritardo", il primo
potrebbe essere una zona per la deposizione inadeguata. La zona per le
deposizioni dovrebbe sempre essere formata da substrato di terriccio misto a sabbia
con profondità superiore ai 20, ben protetta e non disturbata, in cui l'animale
si possa sentire al sicuro durante la delicata fase di deposizione e in cui il
substrato sia sempre leggermente umido.
Nel
caso in cui non si disponga di uno spazio idoneo per creare una zona di
deposizione, si può utilizzare l'induzione al parto artificiale tramite
somministrazione di Ossitocina, un farmaco in grado di indurre le contrazioni
con il risultato di far espellere le uova prima che creino problemi di ritenzione,
pericolosi per l'incolumità dell'animale.
N.B.
Questa operazione deve essere effettuata in acqua riscaldata a 30°C per
ottenere dei buoni risultati e l'iniezione deve essere effettuata
intraperitoneale, tuttavia la risposta al farmaco è diversa per ciascuna specie
come le dosi, perciò nel caso si voglia utilizzare questa tecnica si consiglia
di rivolgersi a persone esperte.
A
questo punto le uova vanno incubate ad una temperatura di 28-30°C ad un livello
di Umidità del 80/90% in un substrato di vermiculite idratata 1:1 con acqua e
mantenendo regolarmente inumidita la vermiculite.
Poi
dopo circa 90 gg, potremo vedere i primi piccoli ad uscire dal guscio! Come al
solito bisogna avere pazienza perché non tutti i piccoli nasceranno
contemporaneamente, perciò non bisogna assolutamente forzare l'apertura delle
uova
Cura dei neonati:
Appena
nati i piccoli di C. McCORDI, sono molto vulnerabili e stentano a "partire" se
non vengono allevati nella maniera corretta.
Un
piccolo che non cresce è facilmente identificabile in quanto avrà i bordi
posteriori del carapace rivolti verso il basso e il collo scheletrico. Queste
caratteristiche determinano inequivocabilmente un errore nella gestione
dell'animale, da ricercare nella sbagliata alimentazione, la temperatura bassa,
la qualità dell'acqua insufficiente. Tali condizioni portano alla morte dei
piccoli in poche settimane.
Per
evitare che i piccoli abbiano problemi, nelle prima 2/3 settimane, vanno tenuti
in una vaschetta di plastica con 4-5 cm d'acqua, ad una temperatura
preferibilmente sui 28/30°C e con un pezzo di sughero che i piccoli useranno
come nascondiglio.
I
piccoli vanno alimentati anche 2 volte al giorno con Chironomus (larve di
zanzare) ed Artemia salina entrambe reperibili facilmente presso i negozi di
acquariologia.
Seguendo
queste indicazioni, i piccoli cresceranno molto velocemente e in breve tempo
raggiungeranno i 4-5 cm di carapace, taglia dalla quale potranno essere
considerati svezzati e fuori pericolo di vita. A partire da questo momento
accetteranno anche altri alimenti, come carne di tacchino sminuzzata, piccoli
pesci decongelati e sminuzzati, camole, lombrichi etc...
N.B.
Successivamente si potranno introdurre anche mangimi in pellet, che fino al
raggiungimento dei 8/10 cm circa fanno fatica a mangiare perché sferrando il
colpo con il collo non riescono a trattenerle il pellet nella bocca.
Molto
importante ricordare che sia negli adulti che nei neonati il sovraffollamento è
una delle principali cause di problemi.
Perciò
bisogna fare molta attenzione per capire quali sono i soggetti che mangiano e
quelli che stentano a decollare ed eventualmente dividerli in un altro
acquario.
Allevati
in questo modo, i piccoli cresceranno molto velocemente e in breve tempo
potranno essere spostai in un acquario vero e proprio con filtraggio e
dimensioni adeguate al numero degli esemplari allevati.